OLIO che CONGELA?Palline Bianche nell’Olio?

cristallizzazione/congelamento

L’olio Evo Congela?  Si Solidifica? Si cristallizza? Vedi Macchie o Palline Bianche nell’Olio?

Quando succede, significa che non è di buona qualità? Se congela mi devo preoccupare?

Sono tante le domande che spesso vengono formulate sull’olio EVO. E con questo articolo proviamo a rimediare alla tanta confusione e alla cattiva informazione sull’olio Extravergine d’oliva.

L’olio EVO congela?

Sì l’olio EVO congela. E’ qualcosa di naturale. L’Olio Extravergine di Oliva comincia a cambiare la sua normale consistenza già verso i 12 gradi fino ad assumere un aspetto solido alla temperatura di 4 gradi centigradi. Se avviene questo, l’olio evo tende a solidificarsi, a cristallizzarsi, per poi notare macchie o Palline Bianche.

La cristallizzazione/congelamento dell’olio avviene durante l’inverno..

In un primo momento si noterà la formazione di piccoli pallini bianchi che inizialmente restano in sospensione per poi depositarsi sul fondo.

Questa prima trasformazione è dovuta alla cristallizzazione dei trigliceridi. In un secondo momento sotto i 4 gradi si assiste al completo congelamento  o  cristallizzazione dell’Olio Evo.

C’è poi una differenza tra un olio non filtrato e uno filtrato, il primo tenderà a solidificarsi precedentemente del secondo, a causa della presenza di residui di acqua di vegetazione.

Perché alcuni oli congelano e altri no?

La risposta a questa domanda è semplicissima, non tutti gli oli sono uguali e questo dipende da alcuni specifici fattori. Un olio EVO, generalizzando, contiene naturalmente tra il 65% e il 75% di acidi grassi monoinsaturi: la restante parte sono i saturi e i polinsaturi.

Escludendo le frodi (tagli di olio di oliva con oli di semi o oli ricchi di acidi grassi), la composizione è variabile e dipende da molti fattori tra cui le piogge ed il clima in generale, la cultivar, il momento della raccolta, ecc…

Quindi può succedere che in alcune annate le stesse piante producano olive con percentuali di acidi grassi maggiori rispetto ad altre annate e quindi, conservando l’olio alla medesima temperatura, questi tendono maggiormente a cristallizzare.

C’è da preoccuparsi?

Non c’è niente di cui allarmarsi. E’ qualcosa di naturale. L’olio torna allo stato liquido se viene portato in un ambiente a temperatura poco superiore ai 18°C. Il gusto resterà intatto, e si potrà utilizzare come prima, certo è sempre meglio che ciò non avvenga e che sia conservato nella maniera adeguata affinché non arrivi al punto di congelamento.

Come conservare l’olio EVO

La temperatura ideale per la conservazione dell’olio extravergine d’oliva è tra i 14 e i 18 gradi centigradi. Qualche grado in più o qualche grado in meno (per un lasso di tempo contenuto) non cambiano la sostanza. Ma è importante conservare l’olio con un clima temperato, non troppo freddo e non troppo caldo.

Se ci pensate bene non è l’unico prodotto che ha una temperatura di conservazione ideale: provate a conservare una bottiglia di vino pregiata in una stanza molto calda e poi diciamo che è meglio usarla per condire l’insalata che da presentare ai propri ospiti.

Quindi nessun allarmismo se il vostro olio EVO si congela, ma allo stesso tempo cercate di non arrivare a questo punto, conservatelo bene.

Diffidare da olio low cost

Tutto ha il suo giusto prezzo, ogni merce o prodotto ha un costo di produzione, un margine per il produttore. Pagare una merce poco, spesso, significa acquistare una merce di scarsa qualità.

Se si vuole comprare un olio EVO di qualità si deve sapere che il prezzo minimo da cui partire è 8 euro, dietro oli EVO ad un costo minore c’è sicuramente qualcosa che dovrebbe far alzare le antenne a tutti.

Si parla di olio EVO 100% italiano,naturale e non raffinato. Spesso in commercio si trovano oli EVO a prezzi minori, ma nonostante siano reclamizzati come italiani di italiano hanno ben poco. Spesso la percentuale di olio nostrano contenuto in questi prodotti è meno del 20%, il resto è olio proveniente dal nord Africa o dalla Turchia.

Perché 8 euro?

Per capire perché una soglia bisogna considerare tutti i passaggi produttivi dalla pianta alle tavole. Molti sono i passaggi per produrre questo prezioso oro giallo. Si inizia dalla cura del terreno e delle piante, qualcosa che impegna i produttori per l’intero anno. Poi si passa alla raccolta, con tutti i macchinari e le persone che servono per farlo.
C’è il passaggio in frantoio, il costo di recipienti, etichette e quant’altro.

Fatti due conti il costo di produzione è di circa 6 euro a litro, se a questo si aggiungono tasse e spedizione si capisce come non si possa scendere al di sotto della soglia degli 8 euro a litro.
Un produttore deve avere un minimo di guadagno, non per arricchirsi, ma per far quadrare i conti.

Utilizzo olio EVO

L’olio extravergine d’oliva è il re della dieta mediterranea. E’ un prodotto con una versatilità unica, che in cucina può essere impiegato in molte modalità. Cotto, crudo, soffritto, fritto non c’è differenza: l’olio EVO è un’eccellenza da utilizzare.

Utilizzo nelle cotture

Una cosa che pochi sanno è che l’olio d’oliva ha un’elevato punto di fumo (210 gradi centigradi). Questa caratteristica lo rende fondamentale in cucina. E’ qualcosa che riguarda la salute di ognuno di noi, infatti il punto di fumo è la temperatura a cui il grasso riscaldato inizia a decomporsi, alterando la propria struttura molecolare e producendo l’acroleina, una sostanza tossica e cancerogena.

Altri oli vegetali, normalmente usati per friggere, hanno un punto di fumo molto più basso, e conseguentemente rilasciano sostanze cancerogene molto in anticipo rispetto all’olio d’oliva.

Inoltre nelle cotture brevi, l’olio di oliva regge bene alle temperature, senza sovrastare il gusto e i profumi degli altri alimenti.

Ma l’olio d’oliva è ottimo anche per le lunghe cotture, non meno complicate di quelle brevi. Via libera quindi per preparare gustosi ragù, sughi appetitosi, ricche minestre, importanti secondi di carne e prelibati contorni di verdure stufate.

Utilizzo a crudo

Se si cerca qualcosa che esalti i sapori di qualsiasi elemento quello è l’olio extravergine d’oliva. Per avere un pasto gustoso basta un pomodoro, un pizzico di sale e un cucchiaio di olio EVO, ed è subito un’esplosione di sapori.

Olio Eccellenze Italiane

Tante volte abbiamo parlato di qualità, di eccellenza. Vi abbiamo descritto il nostro olio d’oliva, come lo facciamo, le qualità, i differenti processi. Sì abbiamo cercato di essere sempre trasparenti con i nostri consumatori, perché sappiamo cosa facciamo e la qualità di quello che produciamo.

Una qualità riconosciuta da chi compra il nostro olio, e che adesso è riconosciuta anche dal sito eccellenzeitaliane.com. Un sito che ricerca l’eccellenza del made in Italy in tutti i settori.
Oggi è certificato quello che sia noi che i nostri consumatori sapevamo già: il nostro prodotto è di qualità. Ci fa piacere che questo sia da oggi certificato, ma questo non fermerà la nostra voglia di offrirvi un prodotto sempre migliore: sano, genuino e soprattutto buono.
E’ grazie ai nostri antenati che fin dal 1910 hanno mandato avanti questa attività, grazie a chi l’ha portata avanti per questi 110 anni. Grazie a chi l’ha sviluppata, modernizzata, sempre guidati dalla tradizione di famiglia.
Sì perché in questi lunghi anni le innovazioni sono state tante, ma abbiamo mantenuto sempre i valori di una volta. Facciamo il nostro olio extravergine d’oliva con amore, con passione, con la volontà di far conoscere a tutti un prodotto di qualità e salutare.
Ci saranno nuove innovazioni tecnologiche nel futuro, nuovi modi di vendere questo meraviglioso prodotto, nuove applicazioni. Ma una cosa rimarrà sempre nella nostra azienda, l’amore per la terra e per i prodotti che ci dona.
E’ questo il nostro segreto, il segreto per avere un prodotto di qualità. Un segreto che ci ha consentito di soddisfare tanti clienti e che ora è certificato da questo prezioso ed importante riconoscimento.

Olio e Donna

Care Donne, l’olio EVO è un rimedio di bellezza.

Le proprietà benefiche dell’olio EVO per l’organismo ormai non sono più un mistero. E’ noto come questo fantastico condimento sia un toccasana per la salute. Ma forse non tutti sanno che è anche un rimedio di bellezza.
Grazie alla vitamina E e alle proprietà antiossidanti è un ottimo alleato per pelle e capelli. Elasticizzante naturale, funge anche da emolliente e dona nutrimento in modo semplice ed economico, vantando tra le altre funzioni anche quella ci cicatrizzante.

Maschera idratante
Due cucchiai di olio EVO, accoppiati con un cucchiaino di miele possibilmente biologico sono gli ingredienti per una maschera in grado di dare nuova idratazione alla pelle.Dopo averli mescolati, aggiustando le dosi in modo da ottenere una crema morbida, si applicano come una maschera su tutto il viso, insistendo nelle zone normalmente più secche. Si lascia agire il tutto per circa 15 minuti e si risciacqua con acqua tiepida. La pelle apparirà da subito più liscia e luminosa.

Impacco per capelli rovinati
L’olio EVO è anche un toccasana per i capelli rovinati. Con mezzo bicchiere di olio d’oliva, mezzo limone e un uovo si dà vita ad un impacco che dona nuova vita a capelli rovinati da colori, piastre o troppo solo. Si mescolano gli ingredienti e si applica l’impacco sui capelli lavati. Si lascia agire il tutto per circa 30 minuti e si rilavano i capelli. Volendo si può applicare il tutto anche sui capelli sporchi prima di lavarli ma se si è solite usare prodotti come oli o creme per lo styling, è preferibile lavare i capelli anche prima.

Lozione per mani più morbide
Per questa lozione occorre del semplice olio d’oliva. Questo andrà applicato sulle mani e massaggiato per almeno una decina di minuti. Lasciare agire una trentina di minuti in tutto e poi lavare le mani con cura. Volendo si può tenere anche più a lungo ma per evitare di ungere tutto ciò che si tocca, in tal caso, sarebbe opportuno indossare dei guanti di cotone in modo da proteggere le mani.

Olio ringiovanisce il cervello

L’olio d’oliva ringiovanisce il cervello

soprattutto quello degli anziani. A dirlo  è un team di studiosi del CNR, guidati da Felice Tirone in collaborazione con Laura Micheli, Giorgio D’Andrea e Manuela Ceccarelli dell’Istituto di biochimica e biologia cellulare del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibbc), che ha dimostrato in un modello animale anziano che l’idrossitirosolo (composto naturalmente presente nell’olio extravergine di oliva) inverte il processo di invecchiamento neurale. Lo studio è pubblicato sul ‘Faseb Journal’.

Lo studio
 

Secondo lo studio l’assunzione regolare di olio d’oliva ha la capacità di proteggere le cellule del cervello e persino di stimolarne la crescita in età adulta. Nel cervello dei mammiferi, in particolare nell’ippocampo, vengono prodotti nell’arco di tutta la vita nuovi neuroni.

Questo processo, denominato neurogenesi è indispensabile per la formazione della memoria episodica, come hanno dimostrato recenti ricerche: i nuovi neuroni dell’ippocampo vengono generati a partire da cellule staminali e durante l’invecchiamento ha luogo un calo progressivo di entrambi, che è all’origine di una drastica riduzione della memoria episodica.

L’idrossitirosolo, presente nell’olio extravergine di oliva, ha forti capacità antiossidanti e protettive sulle cellule ed è noto che diversi fattori, tra i quali la dieta, sono in grado di stimolare la neurogenesi adulta.

Oltre a confermare la bontà della dieta mediterranea, questa scoperta apre la strada al possibile riutilizzo degli scarti della lavorazione dell’olio, anch’essi particolarmente ricchi di idrossitirosolo.

In altre parole, recuperare questi sottoprodotti, oltre a consentire di poter estrarre una componente molto benefica soprattutto per la salute degli anziani, consentirebbe di ridurre l’impatto ecologico di un residuo difficile da smaltire in quanto particolarmente inquinante.

Olio di Oliva Contraffatto

Quando andate al supermercato e comprate un olio extravergine d’oliva pagandolo 3 o 4 euro sappiate che quello è un finto olio extravergine. E di certo non è italiano. Sì perché un olio extravergine non può costare quella cifra.

Prezzi bassi significano olio scadente

Per essere certi di comprare un olio extravergine d’oliva italiano e di qualità si parte da 7 euro al litro, anche se il prezzo medio si aggira intorno agli 8.

Ma come è possibile direte, sull’etichetta c’è scritto olio extravergine. Sì è vero, ma questi oli sono miscelati, se guardate bene c’è scritto miscelati da produzioni comunitarie e da produzioni extracomunitarie. Cosa significa?

Significa che a fronte di una piccola percentuale di olio extravergine d’oliva di qualità e italiano, la stragrande maggioranza dell’olio in quella bottiglia proviene da coltivazioni extracomunitarie, principalmente di Egitto, Tunisia e Turchia.

Questa miscela rende possibile abbassare il prezzo, ma allo stesso tempo diluisce e quasi elimina tutte le proprietà nutrienti che l’olio extravergine d’oliva italiano contiene.

Insomma una truffa. Il prezzo convenzionale di 8 euro non è messo a caso. Non è per ingordigia e voglia di guadagni alti. E’ un prezzo rapportato ai costi per avere un prodotto di qualità.

Comperare un olio così scadente è un male per i consumatori che non consumano un prodotto con tutti i nutrienti, e le proprietà ormai riconosciute dalla scienza come terapeutiche. E’ un male per i produttori, che ormai sopravvivono a stento. Ed è un male per l’economia italiana che vede depredato un settore che garantisce tanti posti di lavoro.

Quindi leggete le etichette, qualche euro in più per un prodotto di qualità è un piccolo prezzo per la vostra salute.

L’olio Evo per la Fda è una medicina naturale

L’olio extravergine d’oliva è un farmaco naturale. Lo è per merito dei polifenoli, potenti antiossidanti naturali, che hanno grandi benefici per il corpo umano. L’efficacia dei polifenoli è dimostrata da tantissime ricerche scientifiche. Una delle ultime è dell’Università di Pechino che esalta l’utilizzo del tè verde, anch’esso ricco di polifenoli, e lo mette in relazione alle malattie cardiovascolari. Dopo anni di ricerche, infatti il team, è arrivato alla conclusione che i soggetti che bevevano tè verde con costanza erano meno soggetti a malattie cardiovascolari. Lo stesso principio è applicabile per l’olio extravergine d’oliva che contiene un quantitativo superiore di polifenoli.

Per la Food and Drug Administration l’olio Evo è una medicina

L’agenzia americana ha annunciato che permetterà ai produttori di olio extravergine d’oliva di applicare l’etichetta una nuova “dichiarazione sulla salute qualificata”.
 
Le evidenze scientifiche si susseguono e hanno dimostrato, seppur senza nessuna prova conclusiva, che 1.5 cucchiai di olio extravergine d’oliva, che contiene alti livelli di acido oleico, può ridurre il rischio di malattie coronariche.
La FDA ha esaminato sette piccoli studi prima di prendere questa decisione.Sei di questi hanno indicato che i partecipanti che hanno sostituito i grassi animali con oli ad alto contenuto di oleico presentavano un rischio ridotto di malattia coronarica.

Falso olio extravergine in Svizzera

Falso olio extravergine: in Svizzera il 14% delle bottiglie non supera i test dei laboratori cantonali. I risultati raccontati da Teatro Naturale.

La Svizzera si è impegnata in un’operazione di controllo delle bottiglie di olio extravergine importato e smascherare così eventuali frodi, scoprendo però che la maggior parte dei prodotti testati sono in regola. Ne parla un articolo pubblicato in origine da Teatro Naturale, che riproponiamo con piacere.

Giro di vite in Svizzera sull’olio di oliva, dove i laboratori cantonali hanno cominciato un’indagine accurata sulle importazioni nel Paese. I laboratori cantonali intendono investire ulteriormente nello sviluppo di nuove analisi ed esami sulla qualità e sulle prove di autenticità dell’olio, dal momento che la dicitura “extravergine” risveglia nei consumatori alte aspettative e risulta quindi attrattivo per casi di frode.

In un comunicato congiunto, le autorità cantonali di Ginevra, Lucerna, Turgovia e Zurigo hanno annunciato i risultati di un’indagine coordinata che ha visto controllati cinquanta campioni di olio, indicati come extravergini di oliva. Le bottiglie esaminate contemplavano sia grandi industrie sia piccole aziende agricole.

Non sono stati forniti i dettagli sui campioni esaminati ma è stato detto che in sette casi (14%), sui cinquanta esaminati, l’olio in questione non era extravergine per problemi di difetti organolettici. In particolare il difetto più diffuso era il rancido. “Non è mai stata messa in pericolo la salute dei consumatori – ha detto alla Keystone-ATS il chimico cantonale zurighese Martin Brunner – Nella bottiglia non vi era semplicemente quello che era scritto sull’etichetta”. I chimici cantonali competenti hanno disposto, subito dopo le analisi, le necessarie misure cautelari e sanzionatorie.

fonte: Ilfattoalimentare.it

FRODE EXTRAVERGINE

FRODE EXTRAVERGINE

– L’extravergine è un prodotto strategico per l’economia nazionale. “Ma le frodi e le sofisticazioni mettono a rischio 250 milioni di piante, 50 milioni di giornate lavorative, un fatturato di oltre 2 miliardi di euro, 43 oli italiani a denominazione di origine riconosciuti dall’Unione europea”, osservava, non più tardi del 26 marzo scorso, il Nucleo anti sofisticazione (Nas) dei Carabinieri. Numeri citati nella relazione per sottolineare “come ormai gli illeciti nel settore oleario siano compiuti con professionalità sistematica e in modo reiterato”. L’elenco delle condotte fraudolente, del resto, è lungo. Si va dalle alterazioni (“modifiche della composizione dei caratteri organolettici degli alimenti”) alle adulterazioni (mutazione della qualità “attraverso l’aggiunta o la sottrazione di alcuni componenti del prodotto”). Dalle sofisticazioni (“aggiunta di sostanze estranee rispetto alla naturale composizione degli alimenti”) alle falsificazioni (“vere e proprie sostituzioni di elementi con altri”). Illeciti penali ai quali si aggiungono anche contraffazionialterazioni delle indicazioni geografiche o delle denominazioni di origine dei prodotti alimentari: tutte condotte che configurano violazioni dei diritti di proprietà industriale. Ma non basta. Alla lista delle pratiche fraudolente si aggiunge anche l’italian sounding. Si tratta della “produzione e commercializzazione di alimenti contenenti una falsa evocazione dell’italianità del prodotto”, ma “senza contraffazione dei segni distintivi”, tale da “far presumere al consumatore un’origine italiana del prodotto non corrispondente alla realtà”.
Fonte: ilfattoquotidiano